26 marzo 2009
Saint Michael 1938, Atto II
A una settimana dall'esordio positivo contro i non certo irresistibili ragazzi della Visitazione, la nostra Saint Michael 1938 torna in campo sempre al Gesù di Nazareth più carica che mai.
O meglio, coi cerotti che tante assenze manco la Roma adesso ce le ha avute.
Tanto per cominciare, non ci sono il Gallo, il Bagnino e Frengo. E già tutto il reparto offensivo è andato a farsi friggere.
E poi, ancora grande assente il forte Mario PUMA.
I PRESENTI:
- Francesco (Er Franz)
- Marco (l'Ex Capogruppo)
- Daniele (l'Ingegnere Capogruppo)
- Francesco (Pisquo)
- Marco (BOMBER)
Nostri avversari stavolta, i ragazzi del San Romano, in una sfida dal sapore di derby.
Che poi, diciamocelo francamente.
Ormai li conosciamo da tempo, quelli di San Romano.
Se avessimo perso, sarebbe stato uno smacco per il nostro onore.
Ma infatti.
Infatti, dopo una partita durissima e tatticissima, non abbiamo perso!
SAINT MICHAEL 1938 - 4 - Marco G. (4)
SAN ROMANO - 3
10 a PAT IL COACH
Stavolta si sente!
Forse si è fatto dare lezioni da Liliana (che salutiamo... oggi è la prima volta che lei e Frengo - influenzati! - non partecipano a una partitella!) o da Patty di Holly e Benji, quella che si fa sentire in campo anche se suona i tamburi dal quinto anello dello stadio della New Team.
Rimane il fatto che nella prima partita aveva sì dato consigli strategici, ma forse era un po' emozionato per essere sulla panchina dei suoi ragazzi e compagni di squadra.
Stavolta pare essersi ingoiato un amplificatore acceso, urla, spacca i timpani e da continuamente direttive ai suoi, risultando utilissimo per la sua squadra.
"Ma come," vi chiederete, "quandomai Patrizio ci ha capito di tattica calcistica?"
Mai, in effetti. Ma questo quelli di San Romano non lo sanno, e la cosa ha finito col disorientarli non poco!
"Marco, passala a destra!" ed ecco che un San Romanese vola a destra a chiudere... quando la cosa più facile, naturale e pericolosa del mondo era passarla a sinistra, cosa che poi Marco fa (oddio in effetti ho sbagliato esempio, Marco che passa la palla?)
Insomma, cuore e grinta da parte di chi per fastidiacci fisici non può essere in campo a dare una mano e ne soffre. E quando c'è da dire qualcosa all'arbitro, non ci pensa due volte, in veste di dirigente, ma sempre con la dovuta classe!
L'uomo in più per i suoi... anche se a bordocampo, i polmoni ce li mette come se fosse fra le linee rosse!
10 a I POLMONI DEI ROSSI
C'è poco da fare: quando sei in campo senza riserve, i tuoi polmoni sono fondamentali per l'andamento della gara. Diventano doppiamente fondamentali se i tuoi avversari al contrario hanno diciannove riserve, praticamente tutti chiamati al cellulare a partita in corso, fra l'altro.
"Scusa Osvaldo, puoi venire un momentuccio? Siamo sotto di tre gol contro il San Michele, ci servirebbe una mano che non ce la facciamo..."
Quando un'ammissione di pippaggine sarebbe stata molto più onorevole...
Questo non fa che quadruplicare la soddisfazione di una partita dominata nella prima metà, terribilmente sudata nella seconda e strappata con le unghie e con i denti alla fine!
ORGOGLIO ROSSO!
9 a GIULIA AKELA
Nel momento più duro della partita, quando il fiato comincia a venire meno, la mancanza di tifo si fa sentire tutta. E oggi è anche assente la capo ultrà Liliana, quindi c'è solo er Pat a tifare per noi. Potete capire insomma quanto il nostro morale fosse sottoterra.
Per questo Akela è stata un po' il nostro raggio di sole che passa attraverso le nubi grige, vederla arrivare così, tranquilla, come se stesse raccogliendo margheritine in un prato e fosse finita per puro caso in mezzo al'arido campetto del Gesù di Nazareth in mezzo a una decina di rozzi bestioni in mutande che pigliano a calci una palla...
Sotto i suoi occhi il gol decisivo del fratello, se non è un segno questo...!
8 e 1/2 a MARCO G. IL PALLOCENTRICO
Linus ha la sua coperta.
Io da piccolo avevo un peluche di uno scimmione che chiamavo affettuosamente "Scimmione".
Antonio Cassano aveva una bambola gonfiabile.
Insomma, ognuno ha un po' le sue fisse e i suoi teneri affetti, quando è piccolo...
Marco BOMBER ha la palla. Probabilmente ci va ancora a dormire insieme, se la porta sotto la doccia e ci mangia. Torbide immagini a pensare a come la imbocchi.
E in campo non ha paura di nascondere la sua sessualità: LA PALLA E' SOLO MIA!
La piglia e non la lascia per nessun motivo, e se qualcuno vuole togliergliela, si piglia un sacco di caracche, pochi mazzi.
Immenso nelle avanzate, semina gli avversari come se fosse un villico in un campo di grano, evitandoli uno dopo l'altro e arrivando sempre sotto rete a sganciare mine di una potenza inaudita.
Eroico, nonchè forse l'unico dai piedi veramente dritti dei suoi, mette a segno tutte e quattro le reti della sua squadra, e quando a pochi minuti dalla fine segna il quarto, ultimi e decisivo gol, lancia un urlo di sfogo e soddisfazione che manco Godzilla!
E a nulla servono le invocazioni di pietà da parte di Daniele:
"Ti prego Marco, sono solo davanti al portiere, passami questa ca&%/£ di palla!!!"
"GIAMMAI!!!"
O le minacce degli altri suoi stessi compagni di squadra:
"PASSAGLIELA O TI STACCHIAMO LE GAMBE!"
Il gol del pareggio del San Romano viene da una sua pesante disattenzione, tanto che fa la figura della Vispa Teresa e non di un BOMBER della sua classe, per come si lascia beffare.
Ma a uno che fa tutti e quattro i gol, qualcosa gli dovrai pure perdonare!
Non c'è niente da fare: la palla è sua fino alla fine, lui ne è l'unico proprietario di diritto, e se qualcuno vuole rivendicarne il possesso non ha che da provarci.
BASTA CHE POI ALLA FINE QUALCHE VOLTA LA PASSI!
8 a MARCO R. "MJOLNIR FIANCO DI FERRO" JUEXES
"Consideratemi soltanto una riserva", ha detto il capitano della Squadra Rossa ai microfoni di Sky Sport dopo la prestazione. E a questo ci atteniamo: a considerarlo una riserva naturale da segnalare e da imporre come area protetta al WWF, un bene preziosissimo per chi gli sta intorno, ovvero i suoi compagni di squadra. Per i suoi rivali, un po' meno.
La partita si preannuncia gagliarda e tosta, e lui, petto all'infuori, con tutti i suoi capelli ben piazzati e pronti ad allungarsi per deviare la palla di testa, difende la sua porta con la forza di un barbaro vichingo, facendo a sportellate con tutti senza guardare in faccia nessuno. Perché lui non è pretenzioso, non gli sono mai interessati discorsi del tipo "lei non sa chi sono io". Tanto non passi a prescindere.
Quando vede i suoi in difficoltà, ascia bipenne tra i denti parte all'attacco urlando, e si lancia anche in assoli pericolosi quando la sua squadra appare chiusa o in difficoltà.
Avete sentito parlare di Juan e Mexes? Immaginateveli fusi in un unico corpo.
Un tassello fondamentale per il Saint Michael in campo: se il suo drakkar è attraccato alle rive del campetto, gli attaccanti avversari farebbero meglio a pensare subito alla resa.
8 a PISQUO LA FORMICA ATOMICA
Forse gli avversari vedendo un tappetto in campo, dall'alto della loro grande simpatia, si saranno fatti una risata - interrotta da un allegro ed elegante rutto all'aglio - e l'avranno marchiato come l'anello debole, quello su cui sfondare e far valere il fisico.
In questi casi, c'è una parola scientifica (viene dal provenzale antico) che descrive questo fenomeno.
Porelli.
Pisquo, ribattezzato dagli stessi avversari a partita in corso "La Formica Atomica", raramente è stato così carico e trainante in una partita. Corre e insegue tutti i palloni neanche dentro ci sia la formula magica da usare sui repartari per trasformarli nelle mitiche Squadriglie Perfette, come recita un'antica leggenda Maya.
Se c'è da metterci il fisico, lui ce lo mette. Senza paura alcuna.
Poi viene sbalzato via, ok, ma intanto subendo questa violenza dei cavernicoli rivali guadagna preziosissimi falli per i suoi.
Se può, la dà via, se non può, cerca la soluzione personale passando sotto le gambe dei giganti nemici che poco prima lo irridevano. Ma quanto è prezioso tatticamente? Tanto, così tanto che alla fine il famoso duca gli offrirà persino la sua sambuca.
Davide contro Golia revisited, stasera!
7 e 1/2 a DANIELE IL TRINCERATO PIGRACCIO
Prima della partita aveva messo le mani avanti.
"Giocare giovedì contro il San Romano? Uff, non è che non mi vada, è che... insomma... dopo la biciclettata di Domenica sono un po' stanco... e poi ho dovuto lavare i piatti a casa... e poi quando mi sono seduto sul divano per vedere la TV il telecomando era rimasto sul tavolino davanti..."
L'Ingegnere, si sa, è ligio al dovere fino alla morte...
"Martedì prossimo giochiamo un'altra partita? Mi dispiace, c'è Co.Ca.!"
"Ma allora perdiamo a tavolino!"
"Càpita!"
... e alla fine gioca lo stesso.
Come se non bastasse, durante il riscaldamento tira per due volte consecutive nello specchio della porta, segno che ha seguito i consigli di chi gli diceva di non ostinarsi a mettere la scarpa destra al piede sinistro e viceversa. Non poteva quindi non preannunciarsi una grande partita, la sua.
Corre, stacca gambe, riparte, rilancia, lotta scavando trincee e saltadone fuori da vero guerrigliero pronto a colpire quando meno te lo aspetti... e in fase offensiva si propone sempre solissimo... ma non sfodererà quasi mai il tiro della tigre, preso da forti compassioni per gli avversari e soprattutto per non sfondare ancora di più le porte di un campetto già abbastanza disastrato di suo.
Tutto questo quando (QUANDO?) Marco gli darà la palla, chiaro.
6 a i LUPETTI MUTANTI
Quando durante la partitella si sentono le urla: "LUUUUPI LUPI LUPIIIIII!" in campo si hanno reazioni diverse.
C'è chi, impanicatissimo, si mette a correre alla ricerca dei Vecchi lupi, c'è chi ha qualche flashback, c'è chi non gliene frega niente e c'è chi si ferma e afferma: "No, guarda che si dice LUUUUUUPI, più lunga e marcata la U!"
Quando proviamo ad allungare lo sguardo e vediamo dei mufloni muschiati che rispondono all'appello, un po' ci preoccupiamo. Ma che diavolo ci mettono nelle gustose pappe che mamma e papà danno ai loro piccolini?
L'orrore coglie i nostri che si deconcentrano e si fanno raggiungere dagli avversari sul 3-3, ma poco dopo il mistero sarà svelato: non è che la Tana del Gesù di Nazareth è una succursale del Laboratorio di Victor von Frankenstein, era solo una riunione "alternativa" del Noviziato di casa...
Che paura però!
5 a il BIONDINO
Il Biondino di San Romano scende in campo molto carico.
Prende subito palla, doppiopasso e via, scatto furioso in avanti, tanto che nelle nostre teste comincia ad affollarsi un inquietante pensiero: che questo coso sia bravo a pallone?
La risposta arriva subito dopo, quando a tu per tu con Franz carica un micidiale destro a incrociare e la palla se ne va dall'altra parte, scivolando lenta sul terreno in quello che nei linguaggi letterati galego-portoghesi è detto "tiro a cacarella".
E per tutta la partita si ha l'impressione di avere davanti un ragazzo con la labirintite, una fastidiosa malattia che rende precario il senso dell'equilibrio. Forse prima di farlo giocare bisognava fargli prendere una pasticchetta, forse l'aveva già presa, non lo sappiamo, rimane il fatto che davanti a lui c'è Marco "Mjolnir Fianco di Ferro", e se vuoi passare devi usare un grimaldello o un coltello a serramanico.
E non puoi certo aspettarti pietà.
2 a ER FRANZ IN CARNE E OSSA
Frotte di turisti da ogni dove, dai nostalgici e scettici critici d'arte di Firenze ai soliti giapponesi, si sono riversati al campetto del Gesù di Nazareth solo per vedere lui, il David di Michelangelo reincarnato, che invece ha lasciato tutti delusi. Stavolta infatti le para. Cioè, si muove. Sì insomma, fa il suo porco dovere, ecco. Male: tutti chiedono il rimborso del biglietto e le casse del campetto ne hanno risentito!
1 a IL TIPO CON GLI OCCHIALI
L'organizzazione dell'evento, stavolta, non è stata proprio impeccabile. Ne è la prova la presenza di questo simpatico ometto, in campo con i ragazzi del San Romano. Infatti costui stava andando, poveretto, a contribuire con la sua presenza al "Processo di Biscardi" e di lì a "Porta a Porta", e invece si è ritrovato in un campetto di calcio.
Forse non ha capito la differenza, rimane il fatto che si è comportato esattamente come se avesse raggiunto le sue originarie destinazioni: non si nemmeno è capito bene se sappia giocare a pallone, in compenso insulta, picchia, invoca falli di mano quando volevamo solo proteggere i nostri polmoni dalla perforazione, rosica, rosica pesantemente su ogni cosa, sin dal primo minuto. Da anche platealmente del "cieco" all'arbitro, che sorvola...
Il San Romano stasera non ha perso solo la partita, ma anche il premio Fair Play...
Il Saint Michael 1938 prosegue il suo cammino nel girone con la seconda vittoria consecutiva, mantenendo la testa del girone a punteggio pieno!
NOTE E APPUNTAMENTI:
Il prossimo appuntamento per il Saint Michael 1938 è Martedì 31 Marzo, ore 21.30, contro il San Giuseppe B, sempre al solito campetto.
E non importa se c'è Co.Ca., state tranquilli, è l'occasione per fare quella riunione "leggera" di cui si era parlato...
Cannonieri
5- Marco G.
4- Emmanuele
2- Matteo
1- Frengo
1- Pisquo
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