26 marzo 2009

Saint Michael 1938, Atto II

(clicca per ingrandire)

A una settimana dall'esordio positivo contro i non certo irresistibili ragazzi della Visitazione, la nostra Saint Michael 1938 torna in campo sempre al Gesù di Nazareth più carica che mai.
O meglio, coi cerotti che tante assenze manco la Roma adesso ce le ha avute.
Tanto per cominciare, non ci sono il Gallo, il Bagnino e Frengo. E già tutto il reparto offensivo è andato a farsi friggere.
E poi, ancora grande assente il forte Mario PUMA.

I PRESENTI:

- Francesco (Er Franz)
- Marco (l'Ex Capogruppo)

- Daniele (l'Ingegnere Capogruppo)
- Francesco (Pisquo)

- Marco (BOMBER)


Nostri avversari stavolta, i ragazzi del San Romano, in una sfida dal sapore di derby.
Che poi, diciamocelo francamente.
Ormai li conosciamo da tempo, quelli di San Romano.
Se avessimo perso, sarebbe stato uno smacco per il nostro onore.
Ma infatti.
Infatti, dopo una partita durissima e tatticissima, non abbiamo perso!

SAINT MICHAEL 1938 - 4 - Marco G. (4)
SAN ROMANO - 3

10 a PAT IL COACH
Stavolta si sente!
Forse si è fatto dare lezioni da Liliana (che salutiamo... oggi è la prima volta che lei e Frengo - influenzati! - non partecipano a una partitella!) o da Patty di Holly e Benji, quella che si fa sentire in campo anche se suona i tamburi dal quinto anello dello stadio della New Team.
Rimane il fatto che nella prima partita aveva sì dato consigli strategici, ma forse era un po' emozionato per essere sulla panchina dei suoi ragazzi e compagni di squadra.
Stavolta pare essersi ingoiato un amplificatore acceso, urla, spacca i timpani e da continuamente direttive ai suoi, risultando utilissimo per la sua squadra.
"Ma come," vi chiederete, "quandomai Patrizio ci ha capito di tattica calcistica?"
Mai, in effetti. Ma questo quelli di San Romano non lo sanno, e la cosa ha finito col disorientarli non poco!
"Marco, passala a destra!" ed ecco che un San Romanese vola a destra a chiudere... quando la cosa più facile, naturale e pericolosa del mondo era passarla a sinistra, cosa che poi Marco fa (oddio in effetti ho sbagliato esempio, Marco che passa la palla?)
Insomma, cuore e grinta da parte di chi per fastidiacci fisici non può essere in campo a dare una mano e ne soffre. E quando c'è da dire qualcosa all'arbitro, non ci pensa due volte, in veste di dirigente, ma sempre con la dovuta classe!
L'uomo in più per i suoi... anche se a bordocampo, i polmoni ce li mette come se fosse fra le linee rosse!

10 a I POLMONI DEI ROSSI
C'è poco da fare: quando sei in campo senza riserve, i tuoi polmoni sono fondamentali per l'andamento della gara. Diventano doppiamente fondamentali se i tuoi avversari al contrario hanno diciannove riserve, praticamente tutti chiamati al cellulare a partita in corso, fra l'altro.
"Scusa Osvaldo, puoi venire un momentuccio? Siamo sotto di tre gol contro il San Michele, ci servirebbe una mano che non ce la facciamo..."
Quando un'ammissione di pippaggine sarebbe stata molto più onorevole...
Questo non fa che quadruplicare la soddisfazione di una partita dominata nella prima metà, terribilmente sudata nella seconda e strappata con le unghie e con i denti alla fine!
ORGOGLIO ROSSO!

9 a GIULIA AKELA
Nel momento più duro della partita, quando il fiato comincia a venire meno, la mancanza di tifo si fa sentire tutta. E oggi è anche assente la capo ultrà Liliana, quindi c'è solo er Pat a tifare per noi. Potete capire insomma quanto il nostro morale fosse sottoterra.
Per questo Akela è stata un po' il nostro raggio di sole che passa attraverso le nubi grige, vederla arrivare così, tranquilla, come se stesse raccogliendo margheritine in un prato e fosse finita per puro caso in mezzo al'arido campetto del Gesù di Nazareth in mezzo a una decina di rozzi bestioni in mutande che pigliano a calci una palla...
Sotto i suoi occhi il gol decisivo del fratello, se non è un segno questo...!

8 e 1/2 a MARCO G. IL PALLOCENTRICO
Linus ha la sua coperta.
Io da piccolo avevo un peluche di uno scimmione che chiamavo affettuosamente "Scimmione".
Antonio Cassano aveva una bambola gonfiabile.
Insomma, ognuno ha un po' le sue fisse e i suoi teneri affetti, quando è piccolo...
Marco BOMBER ha la palla. Probabilmente ci va ancora a dormire insieme, se la porta sotto la doccia e ci mangia. Torbide immagini a pensare a come la imbocchi.
E in campo non ha paura di nascondere la sua sessualità: LA PALLA E' SOLO MIA!
La piglia e non la lascia per nessun motivo, e se qualcuno vuole togliergliela, si piglia un sacco di caracche, pochi mazzi.
Immenso nelle avanzate, semina gli avversari come se fosse un villico in un campo di grano, evitandoli uno dopo l'altro e arrivando sempre sotto rete a sganciare mine di una potenza inaudita.
Eroico, nonchè forse l'unico dai piedi veramente dritti dei suoi, mette a segno tutte e quattro le reti della sua squadra, e quando a pochi minuti dalla fine segna il quarto, ultimi e decisivo gol, lancia un urlo di sfogo e soddisfazione che manco Godzilla!
E a nulla servono le invocazioni di pietà da parte di Daniele:
"Ti prego Marco, sono solo davanti al portiere, passami questa ca&%/£ di palla!!!"
"GIAMMAI!!!"
O le minacce degli altri suoi stessi compagni di squadra:
"PASSAGLIELA O TI STACCHIAMO LE GAMBE!"
Il gol del pareggio del San Romano viene da una sua pesante disattenzione, tanto che fa la figura della Vispa Teresa e non di un BOMBER della sua classe, per come si lascia beffare.
Ma a uno che fa tutti e quattro i gol, qualcosa gli dovrai pure perdonare!
Non c'è niente da fare: la palla è sua fino alla fine, lui ne è l'unico proprietario di diritto, e se qualcuno vuole rivendicarne il possesso non ha che da provarci.
BASTA CHE POI ALLA FINE QUALCHE VOLTA LA PASSI!

8 a MARCO R. "MJOLNIR FIANCO DI FERRO" JUEXES
"Consideratemi soltanto una riserva", ha detto il capitano della Squadra Rossa ai microfoni di Sky Sport dopo la prestazione. E a questo ci atteniamo: a considerarlo una riserva naturale da segnalare e da imporre come area protetta al WWF, un bene preziosissimo per chi gli sta intorno, ovvero i suoi compagni di squadra. Per i suoi rivali, un po' meno.
La partita si preannuncia gagliarda e tosta, e lui, petto all'infuori, con tutti i suoi capelli ben piazzati e pronti ad allungarsi per deviare la palla di testa, difende la sua porta con la forza di un barbaro vichingo, facendo a sportellate con tutti senza guardare in faccia nessuno. Perché lui non è pretenzioso, non gli sono mai interessati discorsi del tipo "lei non sa chi sono io". Tanto non passi a prescindere.
Quando vede i suoi in difficoltà, ascia bipenne tra i denti parte all'attacco urlando, e si lancia anche in assoli pericolosi quando la sua squadra appare chiusa o in difficoltà.
Avete sentito parlare di Juan e Mexes? Immaginateveli fusi in un unico corpo.
Un tassello fondamentale per il Saint Michael in campo: se il suo drakkar è attraccato alle rive del campetto, gli attaccanti avversari farebbero meglio a pensare subito alla resa.

8 a PISQUO LA FORMICA ATOMICA
Forse gli avversari vedendo un tappetto in campo, dall'alto della loro grande simpatia, si saranno fatti una risata - interrotta da un allegro ed elegante rutto all'aglio - e l'avranno marchiato come l'anello debole, quello su cui sfondare e far valere il fisico.
In questi casi, c'è una parola scientifica (viene dal provenzale antico) che descrive questo fenomeno.
Porelli.
Pisquo, ribattezzato dagli stessi avversari a partita in corso "La Formica Atomica", raramente è stato così carico e trainante in una partita. Corre e insegue tutti i palloni neanche dentro ci sia la formula magica da usare sui repartari per trasformarli nelle mitiche Squadriglie Perfette, come recita un'antica leggenda Maya.
Se c'è da metterci il fisico, lui ce lo mette. Senza paura alcuna.
Poi viene sbalzato via, ok, ma intanto subendo questa violenza dei cavernicoli rivali guadagna preziosissimi falli per i suoi.
Se può, la dà via, se non può, cerca la soluzione personale passando sotto le gambe dei giganti nemici che poco prima lo irridevano. Ma quanto è prezioso tatticamente? Tanto, così tanto che alla fine il famoso duca gli offrirà persino la sua sambuca.
Davide contro Golia revisited, stasera!

7 e 1/2 a DANIELE IL TRINCERATO PIGRACCIO
Prima della partita aveva messo le mani avanti.
"Giocare giovedì contro il San Romano? Uff, non è che non mi vada, è che... insomma... dopo la biciclettata di Domenica sono un po' stanco... e poi ho dovuto lavare i piatti a casa... e poi quando mi sono seduto sul divano per vedere la TV il telecomando era rimasto sul tavolino davanti..."
L'Ingegnere, si sa, è ligio al dovere fino alla morte...
"Martedì prossimo giochiamo un'altra partita? Mi dispiace, c'è Co.Ca.!"
"Ma allora perdiamo a tavolino!"

"Càpita!"

... e alla fine gioca lo stesso.
Come se non bastasse, durante il riscaldamento tira per due volte consecutive nello specchio della porta, segno che ha seguito i consigli di chi gli diceva di non ostinarsi a mettere la scarpa destra al piede sinistro e viceversa. Non poteva quindi non preannunciarsi una grande partita, la sua.
Corre, stacca gambe, riparte, rilancia, lotta scavando trincee e saltadone fuori da vero guerrigliero pronto a colpire quando meno te lo aspetti... e in fase offensiva si propone sempre solissimo... ma non sfodererà quasi mai il tiro della tigre, preso da forti compassioni per gli avversari e soprattutto per non sfondare ancora di più le porte di un campetto già abbastanza disastrato di suo.
Tutto questo quando (QUANDO?) Marco gli darà la palla, chiaro.

6 a i LUPETTI MUTANTI
Quando durante la partitella si sentono le urla: "LUUUUPI LUPI LUPIIIIII!" in campo si hanno reazioni diverse.
C'è chi, impanicatissimo, si mette a correre alla ricerca dei Vecchi lupi, c'è chi ha qualche flashback, c'è chi non gliene frega niente e c'è chi si ferma e afferma: "No, guarda che si dice LUUUUUUPI, più lunga e marcata la U!"
Quando proviamo ad allungare lo sguardo e vediamo dei mufloni muschiati che rispondono all'appello, un po' ci preoccupiamo. Ma che diavolo ci mettono nelle gustose pappe che mamma e papà danno ai loro piccolini?
L'orrore coglie i nostri che si deconcentrano e si fanno raggiungere dagli avversari sul 3-3, ma poco dopo il mistero sarà svelato: non è che la Tana del Gesù di Nazareth è una succursale del Laboratorio di Victor von Frankenstein, era solo una riunione "alternativa" del Noviziato di casa...
Che paura però!

5 a il BIONDINO
Il Biondino di San Romano scende in campo molto carico.
Prende subito palla, doppiopasso e via, scatto furioso in avanti, tanto che nelle nostre teste comincia ad affollarsi un inquietante pensiero: che questo coso sia bravo a pallone?
La risposta arriva subito dopo, quando a tu per tu con Franz carica un micidiale destro a incrociare e la palla se ne va dall'altra parte, scivolando lenta sul terreno in quello che nei linguaggi letterati galego-portoghesi è detto "tiro a cacarella".
E per tutta la partita si ha l'impressione di avere davanti un ragazzo con la labirintite, una fastidiosa malattia che rende precario il senso dell'equilibrio. Forse prima di farlo giocare bisognava fargli prendere una pasticchetta, forse l'aveva già presa, non lo sappiamo, rimane il fatto che davanti a lui c'è Marco "Mjolnir Fianco di Ferro", e se vuoi passare devi usare un grimaldello o un coltello a serramanico.
E non puoi certo aspettarti pietà.

2 a ER FRANZ IN CARNE E OSSA
Frotte di turisti da ogni dove, dai nostalgici e scettici critici d'arte di Firenze ai soliti giapponesi, si sono riversati al campetto del Gesù di Nazareth solo per vedere lui, il David di Michelangelo reincarnato, che invece ha lasciato tutti delusi. Stavolta infatti le para. Cioè, si muove. Sì insomma, fa il suo porco dovere, ecco. Male: tutti chiedono il rimborso del biglietto e le casse del campetto ne hanno risentito!

1 a IL TIPO CON GLI OCCHIALI
L'organizzazione dell'evento, stavolta, non è stata proprio impeccabile. Ne è la prova la presenza di questo simpatico ometto, in campo con i ragazzi del San Romano. Infatti costui stava andando, poveretto, a contribuire con la sua presenza al "Processo di Biscardi" e di lì a "Porta a Porta", e invece si è ritrovato in un campetto di calcio.
Forse non ha capito la differenza, rimane il fatto che si è comportato esattamente come se avesse raggiunto le sue originarie destinazioni: non si nemmeno è capito bene se sappia giocare a pallone, in compenso insulta, picchia, invoca falli di mano quando volevamo solo proteggere i nostri polmoni dalla perforazione, rosica, rosica pesantemente su ogni cosa, sin dal primo minuto. Da anche platealmente del "cieco" all'arbitro, che sorvola...
Il San Romano stasera non ha perso solo la partita, ma anche il premio Fair Play...

Il Saint Michael 1938 prosegue il suo cammino nel girone con la seconda vittoria consecutiva, mantenendo la testa del girone a punteggio pieno!

NOTE E APPUNTAMENTI:

Il prossimo appuntamento per il Saint Michael 1938 è Martedì 31 Marzo, ore 21.30, contro il San Giuseppe B, sempre al solito campetto.
E non importa se c'è Co.Ca., state tranquilli, è l'occasione per fare quella riunione "leggera" di cui si era parlato...

Cannonieri
5- Marco G.
4- Emmanuele
2- Matteo
1- Frengo
1- Pisquo

23 marzo 2009

Nasce una nuova squadra!

(clicca per ingrandire)


E' con gioia che le PaGGielle di Er Franz vi comunicano la nascita di una nuova supersquadra di calcetto, dal nome ancora imprecisato (si parla di Saint Michael 1938, ma anche di Real Pietralata), che si è formata congiungendo sotto un solo vessillo gli sforzi degli assi di Squadra Rossa e Squadra Blu per partecipare ad un letale torneo parrocchiale di 14 squadre. Se erano 15 era meglio per i gironi, ma vabbè.

La supersquadra sarà composta da:

- MARIO (il Puma)
- FRANCESCO (Er Franz)
- MARCO (l'ex Capogruppo)

- DANIELE (l'Ingegnere Capogruppo)
- FRANCESCO (
Pisquo) [C]

- EMMANUELE (il Gallo)
- MATTEO (il Bagnino)

- FRANCESCO (Frengo)

- MARCO (BOMBER)


Ed è inserita nel suo girone con altre sei squadre.

La prima partita di questo lungo torneo, la nostra supersquadra senza nome (o meglio, con nome provvisorio) l'ha già affrontata, contro i ragazzi di una squadra troppo meno super chiamata "La Visitazione".
--------
Stai per cominciare la tua prima partita.
La tua prima partita del torneo.
Sei concentrato. Stai lì con la testa china.
I tuoi compagni si lanciano sguardi carichi.
Qualcuno dice le ultime cose, consigli, strategie.
Le sai già. Le hai già sentite cento volte.
Le hai pensate mille.
E finalmente giunge il momento.
Si va fuori.
Si va a vincere!
... Questo è quello che ti passa per la testa, in quel momento.
E in quel momento, quando senti un paio di goccioline sulla fronte, quasi non ci fai caso.
Preso dal furore dell'agonismo, magari pensi "Se becco quel volatile, me lo faccio alla trappeur".

Ma non pensi "porco cane tra due minuti grandina".

Così è stato il nostro avvio di torneo, con i primi dieci minuti sotto una pioggia torrenziale e una grandine devastante. Ma non importa! Si gioca uguale! Chi ha gli occhiali e chi no, la partita va avanti! Chi sta in porta si fradicia e si congela più di tutti, ma la concentrazione è altissima!
E con gli Scout di San Michele non si scherza!

I PRESENTI:

- Francesco (Er Franz)
- Daniele (l'Ingegnere Capogruppo)

- Francesco (Pisquo) [C]
- Marco (BOMBER)

- Francesco (Frengo)
- Matteo (il Bagnino)
- Emmanuele (il Gallo)


SAINT MICHAEL 1938 - 9 - Emmanuele(4), Matteo (2), Frengo (1), Marco G. (1), Pisquo (1)
LA VISITAZIONE - 5

10 a IL FRANZ DI MICHELANGELO
Al suo esordio in partita di torneo, è chiamato a difendere i pali della sua squadra, in assenza del portierone Mario il Puma, e lo fa come fosse il David di Michelangelo.
Come il David di Michelangelo si erge in possanza!
Come il David di Michelangelo scruta gli avversari dall'alto con noncuranza e spavalderia!
Come il David di Michelangelo trabocca tracotanza!
Come il David di Michelangelo, tutti, compagni e avversari, rimangono a bocca aperta nel vederlo in azione!
Insomma, come il David di Michelangelo, è un autentico blocco di marmo!
Congelato dalla grandine e dal vento, zuppo fino alle mutande, con le scarpe che ricordano tanto il Titanic e una palla bagnata che schizza ovunque, più quel pizzico di emozione...
Va anche detto che i ragazzacci della Visitazione sono stati alquanto maleducati nel non soccorrere un rivale svenuto in area di rigore, ma pazienza...
Er Franz tocca il fondo con questa partita, ed è una cosa molto positiva. Da qui, a meno che non si abbia una grossa pala per SCAVARE e andare sottoterra, si può solo risalire! E per la prossima partita si farà trovare pronto!

10 a IL BEATO GALLO ANGELICO
Vedere il Gallo in azione ormai per quelli della nostra età è un po' come quando guardavamo Dragon Ball da piccoli. Cioè tu vedevi questi omoni grossi e ossigenati che le pigliavano di santa ragione per settanta puntate, e poi a un certo punto all'improvviso facevano il mossone e uccidevano il cattivo di turno.
Sì, Er Gallo segna da tutte le posizioni, quasi manco guarda, piglia, tira, e segna. Semina gli avversari che ronzano intorno a lui come fossero mosche, come se delle mosche fossero mai abbastanza temerarie da svolazzargli attorno.
Sa sempre cosa fare con la palla.
Gli avversari lo temono.
I compagni con lui in campo si sentono più tranquilli.
La grandine quando si infrange sul campo si guarda bene dal cadergli addosso e gira largo, fra cori angelici e sprazzi di luce improvvisa.
Ah, non abbiamo detto QUANTO segna...
Quattro gol su nove per lui!

9 a IL PORTIERE (MOLTO) VISITATO
E' vero che se La Visitazione rimane in partita fino all'ultimo, gran parte del merito e der Franz, che si fa passare ogni tiro (e non tiro) possibile e immaginabile. Ma dalla parte diametralmente opposta del campo, è almeno (se non più) vero che se La Visitazione non congela nella grandine le sue speranze di vittoria lo deve soprattutto al suo portierone.
Prenderà nove gol, è vero. Non pochi. Ma il passivo sarebbe stato molto, molto più pesante se non avesse respinto praticamente tutti i tiri di chi veniva a fargli visita non cordiale, come Marco BOMBER o Frengo, o se non si fosse allungato sui piattoni di Pisquo o se non avesse compiuto il miracolo sul devastante tiro della tigre dell'Ingegnere nel finale.
Da sicurezza e tranquillità ai suoi, e in realtà pare anche essere l'unico della Visitazione ad aver capito che si sta giocando solo per divertirsi e stare insieme, e che nessuno di noi si sta giocando la casa.
O... forse... Guido sì.

8 a MATTEO DI SHERWOOD
Negli spogliatoi accenna un vago discorso da allenatore per caricare i suoi, quasi fossimo una squadra seria, e poi via in campo, come Robin Hood che sbuca dalla foresta di Sherwood, con quel passo un po' da brigante laziale, ma che ci volete fare, nessuno è perfetto...
Pronti, via, sul volto la perenne espressione di chi cerca disperato un WC in un bar, e in realtà è solo concentrato al massimo per la sua squadra. Non sono accettati cali di concentrazione, stasera, e invece che catapultarsi in avanti come suo solito, preferisce rimanere indietro a fare quell'anello mancante nella catena evolutiva fra difesa e attacco, assist-man speciale, a tratti questo ruolo di contenimento comincia a trasformarsi in ira repressa che si sfoga in due potenti tiri che gonfiano la rete avversaria.
Che dire, nella prossima partita non ci sarà per altri impegni calcistici, e al sentire la notizia, quelli della Visitazione si sono lasciati andare:
"Ma che cavolo, non potevi saltarti QUESTA invece della prossima?"
... e noi, giovedì prossimo, sentiremo la sua mancanza, anche se è un brigante laziale...

8 a MARCO G. IL PREDATORE VOLANTE
Il paragone sarebbe con la regina dei rapaci, l'aquila, se non fosse anche l'indigesto simbolo dei poco amati laziali. E allora scegliamo il gheppio, quel falco capace di stare delle ore immobile nell'aria in attesa che un qualche povero roditore faccia un passo falso per poi avventarcisi sopra senza alcuna pietà. Ma ogni tanto capita un sorcetto più in gamba del previsto.
Oggi il gheppio si trova davanti un gran portiere in ottima forma e segna meno di quanto sia sua abitudine, e si nota quanto la cosa lo faccia risentire. Per questo capisce che se deve superare quel portiere, e non può farlo tirando da lontano, quello che deve fare è pigliarsi la palla e mettersi di buona volontà ad aggirare l'ostacolo.
E quando di fatto... piomba per l'ennesima volta sul sorcetto - che stavolta era vestito di nero e aveva un paio di guanti - palla a sinistra, portiere al centro, Marco a destra, qualche rapido passo di corsa e palla in gol in una scena neanche fossimo al rallentatore di Matrix.
Il suo buon piede è spesso "la" delle ripartenze della squadra, che si affida a lui con fiducia.
Pensate, ha anche passato la palla qualche volta.
No, dai, non ridete, dico sul serio!

8 a DANIELE IL TERRORE DEL POLLAIO
A incontrare l'Ingegnere per strada probabilmente penseresti che si tratti di una persona simpatica, con quella barbetta e quel sorriso facile. Tutto fuorchè qualcuno di pericoloso. Ma persino uno come Paperoga di notte si trasforma nel supereroe Paper Bat.
Quindi, gentili futuri avversari che ci state leggendo in cerca di informazioni su come sconfiggerci nelle prossime partite, se vi dovesse capitare, prima della partita o fuori dal campo di calcio, di stringere la mano a Daniele, stringetegliela molto forte, date l'impressione di essere persone dure e decise. Forse per voi sarebbe utile che gliela spaccaste, la mano, ma probabilmente non lo fermereste neppure così.
E quando siete in campo e cominciate a vedere quel turbinio di piume, a chiedervi perché le galline scappano e starnazzano terrorizzate, è già troppo tardi. La faina è tornata nel pollaio, caro contadino, e non serve mettere il blocco al chiavistello...

8 a FRENGO RIN TIN TIN
Non inganni il faccino tenero alla Rin Tin Tin, l'esordio di Francesco (in effetti, fa notare lui stesso, abbiamo tutti un nome tanto bello, perché scartavetrarlo in questo modo? Se non fosse che in effetti ce lo abbiamo TUTTI...) e un minestrone di freddezza, esperienza e intelligenza. Sempre pronto e attento ad arpionare tutti i palloni che i trequartisti gli scaricano addosso anche in malo modo sotto l'acqua, la tiene e la gioca senza sprecare un'azione, e quando tenta il tiro fa paura. E' l'unico fra noi ad aver giocato ogni singola partita, partitella o amichevole che sia: e giustamente non può evitare di mettere il suo marchio anche in questo esordio del Saint Michael, da brava punta blu, segnando un gran gol.
I suoi movimenti senza palla mandano spesso in crisi i difensori della Visitazione, e gli scatti da pantera continuano a mantenersi su livelli assolutamente strepitosi: la squadra ha un gran bisogno di lui, e oggi lui ha fatto la sua porca parte!

8 a PISQUO IL CAPITANO
Va in guerra all'esordio più carico che mai.
Ara, dissoda, scava, quasi riesce a trovare il petrolio anche in quell'arido deserto sgarragambe che è il campetto del Gesù di Nazareth, lui il pallone ce l'ha incollato ai piedi e si dimena così tanto per cercare di staccarlo che finisce col fare giri su se stesso, capriole, giravolte, piroette e quant'altro serva a confondere l'avversario. E se stesso. Pazienza.
La sorella Maria Chiara ai nostri microfoni ha detto che da piccolo è cascato dentro a un rastrelliere pieno di piatti, rompendoli tutti di testa.
Forse è per questo che scopre di avere un... piatto micidiale e lo usa più volte, mettendo anche a segno un gol da buona forchetta.
Pisquo è stato anche non a caso nominato all'unanimità capitano di questa squadra, e in campo dimostra un attaccamento alla maglia che solo Daniele De Rossi!
Quindi tenetelo d'occhio, state attenti a non perdervelo...

6 e 1/2 a PAT IL DG
Non inserito nella lista dei partecipanti nel Saint Michael 1938, il buon vecchio Ringhio Gattuso Pat scopre un ruolo a lui nuovo quanto insolito, quello dell'allenatore-manager-dirigente, un ruolo che va molto di moda in Inghilterra (basti pensare ad Alex Ferguson del Manchester United).
Colpito anche lui da una certa emozione nel dover assistere a questa importante gara dei suoi compagni, vuole dare comunque il suo apporto anche da lì dove si trova e urla dritte ai nostri, che il più delle volte manco se lo filano oppure neanche lo sentono (povero cucciolo, gli è andata via la voce per la grandinata?) ma la sola sua presenza, la presenza di chi anche se rimasto fuori dalla squadra viene lo stesso a vedere le partite, è qualcosa di caricantissimo, il segnale che il Saint Michael ha un'arma in più: lo spogliatoio!

4 a GUIDO
Ogni squadra ha il suo leader, quella figura carismatica che nei tutti con la confusione negli occhi si voltano a guardare nei momenti di difficoltà, nella speranza di trovare un qualche appiglio di speranza, del calore per i cuori invasi dal timore.
Ecco, sicuramente questo è ciò che il forte Guido NON era per la sua Squadra, la Visitazione.
Al massimo se qualcuno si girava a guardarlo era per chiedergli di sprecare meno fiato per lamentarsi e più per correre. Sbuffa, fischia, chiacchiera, e quando (giustamente) nessuno se lo fila, decide di rifilare un paio di calcioni ai nostri.
Nessuna meraviglia che a fine partita sia quello da cui andiamo a stringere la mano con il sorriso più largo sulla faccia!

3 a IL MAL DI SCHIENA DEL PUMA MARIO
E oggi sono in molti ad essersi chiesti se il leggendario Puma Mario stesse davvero così male. I più avranno anche pensato che non poteva certo stare così male da fare peggio der Franz. Vabbè, sta di fatto che il portierone è KO per l'esordio del Saint Michael 1938, e magari lo sarà per tanto tempo ancora: ma i suoi sono sempre pronti ad aspettarlo, e il Franz non farà certo storie ad accomodarsi in panca per lui!

0 a LA GRANDINE
Diciamoci tutti la verità: l'inizio di torneo sotto la grandine è stato un momento epico.
Difficilmente ce lo dimenticheremo mai.
"Ti ricordi, quella volta che abbiamo giocato la prima partita e dopo cinque minuti è venuto giù il mondo?"
"Sì, sì, che figata è stata..."
Non so se avete notato questa cosa curiosa dei ricordi... uno col passare del tempo tende sempre a ricordarsi le cose sempre dal lato più ottimista e positivo. Prendete il mio esame di maturità. Adesso se penso a quel periodo sghignazzo e sorriso, ma lì per lì credevo che mi si sarebbe spappolato il fegato.
Ecco: lì per lì, quelle robette fredde che ti ticchettavano sulla capoccia e sui vestiti inzuppandoti tutto, che ti congelavano assieme a soffi di vento improvvisi, non sono state precisamente le benvenute, per usare un eufemismo.
Per usare un'elevata espressione poetica invece diremmo "MALIMORT%£$/&£$".
E a nessuno è piaciuto giocare bagnato fino alle mutande, ghiacciato e su un campo che se prima era messo male, ora è messo peggio di come sarebbe messo se fosse messo peggio.
E nonostante tutto, quando l'arbitro ci ha chiesto se volevamo interrompere la partita...
L'agonismo si era già impossessato dei nostri cervelli, in quanto la risposta accorata e univoca è stata: "NO!"
Poveri scemi...

Cannonieri
4- Emmanuele
2- Matteo
1- Frengo
1- Marco G.
1- Pisquo