22 marzo 2012

Frengo: Tra Mito e Realtà


Il 14 Marzo del 1981 è una di quelle date che verrà ricordata per sempre da tutti gli amanti del calcio e dello sport in generale: nasce infatti Francesco "Frengo", oggi un asso, un eroe per i più piccini, un modello per i loro papà, "chi? Mai visto prima, te lo giuro, tesoro! Non ho idea di come questi boxer siano finiti qui!" per le loro mamme.

In occasione del suo compleanno da poco trascorso, le PaGGielle di Er Franz hanno deciso di dedicare a questo portento della Squadra Blu uno Speciale in piena regola: approfondiremo l'uomo, l'atleta, il maschio, in ogni dimensione possibile, partendo da una dimensione biografica quantomai interessante.

I suoi primi anni di vita sono avvolti nel mistero. C'è chi dice che dopo la nascita si sia trasferito in Tibet per ricevere gli insegnamenti del Dalai Lama, e chi dice invece che non si sia mai mosso dal biliardino del bar di Pietralata: come spesso la Storia ci insegna, la verità sta nel mezzo.

Il buon Frengo viene alla luce in una bella giornata di sole, e le infermiere ancora si ricordano quanto fiato già avesse nei polmoni quel piccolo esserino nato di 6 kg, di cui 3 di soli muscoli. Nonostante quel forte pianto, l'ostetrico non ci cascò e ammonì Frengo per simulazione. Per una curiosa e alquanto bizzarra associazione di idee, questo portò Frengo a capire che ciò che voleva fare nella vita era diventare più bravo di Filippo Inzaghi.
Era comunque l'inizio di una lunga e promettente carriera, e i veri conoscitori di calcio lo capirono subito.
Anche Frengo capì subito che essendo un calciatore si rimorchiava mica male, come testimonia quest'immagine.

(La ragazza in questione viene censurata per motivi di privacy: non vuole che l'attuale compagno sappia che ha avuto una storia con Frengo)

All'età di 8 anni, dopo un'infanzia passata a saltare sui tetti e ad acchiappare donnole sulle rive dell'Aniene, viene costretto dalle forze congiunte del fruttivendolo del quartiere, dei parenti, e del servizio d'ordine del PCI, ad entrare nei boy-scout della Parrocchia di San Michele Arcangelo, il Roma 65. Un'esperienza che lo segnerà per sempre.

Alcuni critici hanno voluto interpretare questa meravigliosa coincidenza, di un gruppo Scout Agesci la cui uniforme è fondamentalmente Blu. Sembra invece più forzata la visione di chi crede che il fazzolettone del gruppo, blu a strisce "rosse", indicasse già da tempo una dicotomia che poi si trasferirà, anni dopo, sui Campi di calcetto, prevedendo l'acerrima rivalità tra Squadra Rossa e Squadra Blu: un simbolo, questo fazzolettone di Frengo, che per molti assumerà valori importanti, tanto da sostituire nelle stanze degli adolescenti il Simbolo della Pace e il Taijitu. C'è solo un piccolo problema: il fazzolettone del Roma 65 non è "rosso", bensì, stando ai critici, "arancione".




Nonostante io sia daltonico e quindi non faccia testo, mi sentirei di sbilanciarmi in favore di questi ultimi critici, ma per correttezza dobbiamo riportare l'affascinante spiegazione di questo fenomeno che sostengono i supporter di questa teoria: sì, il normale fazzolettone del Roma 65 è Blu e Arancione, ma non quello di Frengo, che era invece, per motivi arcani, Blu e Rosso.
Interrogato a riguardo, il Capo Reparto dell'epoca ci dice: "Mah, io non c'ho mai fatto caso, veramente, però in effetti il suo fazzolettone era un po' diverso da quella volta che avevamo ridipinto la sede".

Non vogliamo certo addentrarci in delicati discorsi religiosi e di credenze popolari, ma è affascinante notare come già in giovane età il tenero Frengo già desse di che parlare.

A 11 anni, il capo del branco del Roma 65 lo butta fuori a calci, dicendogli che in quel campo non ha futuro. Lui, un pochino sconsolato ma mai senza la grinta (CHE GRINTA!) che lo renderà unico e inimitabile negli anni a venire, ribatte al capo branco che si sbaglia: "Vedrai, un giorno sarò anch'io Akela, vedrai!"
Il capobranco si fece grasse risate e rispose: "Tu Akela? Nemmeno se paghi il capogruppo!"

È storia che il capo branco ebbe poi ragione: Frengo diventò Bagheera.

A 13 anni capisce che l'Italia è un paese dalla mentalità troppo monogama per lui, e decide di cercare fortuna nel nuovo mondo, dove si cimenta in un'altra sua grande passione, quella per la musica.
Suona per lo più per le strade, da solo, per le strade di Chicago, New York, Cleveland, e quando è fortunato riesce persino ad esibirsi in qualche Night Club, dove però, a causa della sua verve, finisce spesso col fare a cazzotti con qualche cliente ubriaco.

Il suo pezzo forte è una versione jazzata di Hotel California degli Eagles che fonde con l'inno della Roma di Antonello Venditti, in un simpatico medley che stimolerebbe burrascosi conati di vomere anche nel più passivo dei ruminanti.

Gli storici credono si debba ritrovare qui la difficoltà nel tracciare i suoi spostamenti negli Stati Uniti d'America, dovendo il povero Frengo cambiare nome ogni volta che faceva a cazzotti da qualche parte, per evitare che la pessima pubblicità lo seguisse anche nei locali dove avrebbe suonato in futuro.

Si stenta a riconoscere Frengo in questo giovane suonatore di tromba.




E infatti non è lui.

Il mondo della musica lo appassiona, ma dove davvero il suo cuore palpita è nei verdi campi di calcio.
Il calcio storicamente non ha mai attecchito negli USA, ma è il 1994, è l'anno dei Mondiali di Calcio, e Frengo segue da vicino questo nuovo interesse degli statunitensi per uno sport tradizionalmente inglese.

Il 17 Luglio Frengo si trova a Pasadena, ad assistere alla finale tra Brasile e Italia. Non si sa come, si trova a bordocampo durante il riscaldamento degli azzurri, e in una gara di palleggi con Gianfranco Zola lo umilia, costringendo il CT Arrigo Sacchi a lasciare in panchina il forte bomber sardo, in grande stato di forma, per rischiare l'infortunato Roberto Baggio.

Secondo alcuni, esisterebbero foto di Frengo con una parrucca e un codino, a riprova del fatto che Arrigo Sacchi provò a camuffarlo appunto da Roberto Baggio per far giocare a quel giovane astro la finale con l'Italia, ma come ben sappiamo, alla fine giocò il Baggio vero, e noi abbiamo perso la finale.

Vabbè.

L'esperienza è comunque fondamentale per Frengo, che ritrova fiducia nei suoi mezzi e nella sua patria. Torna a casa con la sconsolata nazionale azzurra, e siede in aereo proprio a fianco del Divin Codino, che gli spiegherà qualche trucchetto su come tirare i rigori e tirare a porta vuota.

Il resto è arcinoto a tutti: Frengo fonda, assieme a Emmanuele, la Polisportiva Squadra Blu, e avvia un percorso inarrestabile, attraverso cui conoscerà i rischi dell'alcool - il successo dà alla testa, e sono molte le immagini di Frengo che balla sui tavoli alle feste di Briatore con le veline - ma anche il successo sportivo.

Vede e rivede mille volte le puntate di Holly e Benji, allenandosi a fare il Tiro della Tigre di Mark Lenders mangiando un sacco di Frosties: ben noto come tuttavia poi cederà questa tecnica speciale all'amico e compagno di bravate Daniele.

Riuscirà anche a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: rientrerà nel Roma 65, diventerà capo branco (anche se non Akela) e capo reparto, e a oggi non esiste lupetto o novizio che non ricordi con emozione i suoi ban trascinanti e i suoi giochi improvvisati.

I suoi amici preferiscono invece tralasciare le sue doti comunicative quando si tratta di rievocare il simpatico Mimotto, ma è indubbio che Frengo abbia anche un carisma fuori dal comune, memori i presenti delle Vacanze di Branco 2008 durante la foto di gruppo:

Frengo: "Fratellini, dite CHEEEEESE!"
Lupetti: "CHEEEEESE!"
Frengo: "Bene! Ora dite SPARAGANATFJDHVH!"
Lupetti (senza battere ciglio): "SPARAGANATFJDHVH!"
Frengo: "Fantastico! Ora dite JKYDFGKJHLAKUHJG!"
Lupetti: "JKYDFGKJHLAKUHJG!"
Frengo: "E se ve dico de buttarvi ar fiume che fate?!?"
*Splash*

Nel frattempo, la Polisportiva Blu cresce sempre più (aehaheh che licenza poetica signori), e addirittura avvia squadre di Tiro alla Fune e di Tamburello.

Arriviamo ai giorni nostri: Frengo è ormai un bomber affermato, convocato nella nazionale del Saint Michael 1938 e sempre più leader della Squadra Blu.
Si dice che per comprendere veramente la portata di un evento storico sia necessario far passare diversi anni. È valso per la Presa della Bastiglia, cosa volete che non valga per Frengo?
Ecco.
Secondo noi, no.

Ci vediamo domani, ore 21, solito campetto del San Francesco, per l'ennesima sfida di Squadra Blu contro Squadra Rossa, per un nuovo tassello nel percorso leggendario di Frengo!

Testi di: Er Franz
Grafica di: Pisquo

11 marzo 2012

Fiato ai polmoni... anzi, qua serve proprio un respiratore!

(Cliccare sull'immagine per ingrandire)

Amici PaGGiellomani, bentornati sulla vostra pagina sportiva preferita!
Le PaGGielle di Er Franz ormai si consolidano sempre di più, diventando un vero punto di riferimento nell'informazione web mondiale.
Cosa c'è di meglio che mettersi qui a leggere questi testi deliranti?
Beh, prendersi un gelato, farsi una passeggiata, andare al cinema, bersi la pozione Polisucco e tante altre cose, ma non è questo il punto!
Grande match dalla durata infinita tra Squadra Rossa e Squadra Blu, con non solo i veterani delle partitelle che stanno carburando sempre di più, ma anche ottime new entry di livello pronte a sgomitare per ritagliarsi una maglia da titolari.
E c'è persino chi comincia a parlare di calciotto.
E non è Isaac Asimov.
Bando alle ciance e alle corbellerie, come piace dire al nostro Frengo!
Le scorse paggielle non sono ancora arrivate, e, conoscendomi, chissà se arriveranno mai intere, ma, per farci perdonare, avete visto quanto poco vi abbiamo fatto aspettare per queste qua?

Vi avevamo promesso novità, ed ecco che cominciano a fioccare: come vedete, adesso non scippiamo più le prime pagine ai colleghi del Corriere dello Sport, ma abbiamo inaugurato, sempre sfruttando i potenti mezzi (molto potenti!) e le doti mentali (proprio al minimo...) del nostro Pisquo, uno straordinario Corriere del Campetto, che imparerete ad amare, e che non vi diciamo quali incredibili sorprese vi porterà - anche perché, per il momento, non lo sappiamo nemmeno noi.

È stata inoltre aperta, per chi è su Facebook, la pagina delle PaGGielle der Franz! Non è fantastico?!?!? Niente più spam e tag gratuiti su immagini bistrattate che fanno porre tanti interrogativi ai vostri amici!

Non mi rimane altro da dire, più che altro perché di là devo buttare la pasta.
Buona lettura!
Il prossimo appuntamento è segnato per Venerdì 23 Marzo!

Squadra Rossa:
- Francesco (Er Franz)
- Marco R. (il Capitano)
- Giuseppe (Peppe)
- Stefano (il Meniscococco)
- Marco G. (Bomber)

Squadra Blu:
- Andrea (Riccy)
- Luca (il Benvenuto)
- Francesco (Pisquo)
- Francesco (Frengo)
- Emmanuele (il Gallo)
- Alessandro (SPARA)

SQUADRA ROSSA - 17

6' Marco G.
8' Pisquo (aut)
10' Marco G.
12' Marco G.
14' Stefano
35' Stefano
42' Stefano
46' Stefano
47' Stefano
49' Marco G.
57' Stefano
59' Marco G.
60' Stefano
68' Stefano
74' Marco G.
76' Marco R.
86' Marco G.

SQUADRA BLU - 11

13' Pisquo
18' Luca
39' Pisquo
45' Luca
56' Emmanuele
57' Alessandro
61' Frengo
64' Luca
75' Emmanuele
79' Frengo
83' Alessandro


I VOTI

765 per ER FRANZ
Come potrete facilmente intuire, il numero qui sopra non è il voto che Er Franz ha conseguito nell'ultima partita, bensì, più semplicemente, il numero preciso di palle gol che è riuscito a sbagliare, di cui un buon 90% solo davanti al portiere.
Fantozzi, Filini e Calboni, dopo il match, gli hanno chiesto l'autografo. Jim Carrey, alias Ace Ventura, vorrebbe farsi una foto con lui. Rowan Atkinson, ovvero Mr. Bean, gli ha chiesto di girare un film assieme. Quelli di Zelig stanno morendo d'invidia, e l'associazione italiana comici gli chiederà gli arretrati per l'iscrizione all'albo. È un mezzo incrocio tra il gigante buono de Il Miglio Verde di Stephen King e Cinderella Man, il pugile. Sembra grosso e cattivo, ma quando accenna i suoi passi di danza, è difficile prenderlo sul serio...
Si dice che gli abbiano regalato il libro "l'Arte della Guerra", ma che l'abbia voluto cambiare con "Piccole Donne". Sarà vero?

10+ al TIZIO DEL CENTRO SPORTIVO
L'ultima volta, questo simpatico omino dall'espressione per la verità non particolarmente vispa si era beccato un bel "10" per la pazienza che aveva dimostrato nell'attendere che Squadra Rossa e Squadra Blu finissero di scontrarsi, per poi andarli timidamente a richiamare negli spogliatoi, facendo notare che il campo era prenotato dalle 21 fino alle 22 ed erano le 22.30. Ebbene, stavolta il nostro tizio si è addirittura superato, meritandosi quel piccolo "+" e anche permettendosi il lusso di giocare d'astuzia con noi, un po' come quando si gioca con qualche bamboccio di un paio d'anni d'età.
Invece di venirci a chiamare, ci lascia fare.
Subdolo. Molto subdolo...
Alle 22.30, siamo noi che cominciamo a girarci quasi per sbaglio verso la porticina del campetto, sperando di intravederlo. Qualcuno prova a lanciare la "bomba di Maurizo Mosca" dicendo che sono le 23.10, ma non è ancora abbastanza.
Alle 22.35 qualcuno comincia a tossicchiare che forse "s'è fatto tardi".
Alle 22.40, ci arrendiamo ufficialmente, e dopo un'ora e quaranta minuti di calcetto, ci fermiamo da soli.
Bravo, tizio del centro sportivo! Ora sì che ci hai davvero insegnato qualcosa, da bravo educatore!

9 a IL RIENTRANTE ALESSANDRO
A nulla sono valsi i tentativi di sabotaggio della sua freddezza di Pisquo e Franz, che nel tragitto casa-campetto hanno tentato in tutti i modi di minare il proverbiale buonumore di Alessandro con frasi come "Ma lo sai che Celentano in realtà scrive canzoni per lo Zecchino d'Oro?". Al rientro in campo dopo anni, anche lui deve reggere il peso di detrattori illustri: "Noi preferiamo puntare sui giovani," ha risposto il DS della Roma Walter Sabatini a chi gli chiedeva un parere sul rientro in campo di Sparaciari. "Non per niente stiamo monitorando i migliori talenti dell'asilo di via Flora, grazie al prezioso aiuto della nostra osservatrice Maria Chiara Ciabatta."
Ma se persino l'Uomo Ragno può convivere con il direttore Jonah Jameson, figuratevi Alessandro al momento di entrare in campo: "Sabatini? Ma oggi non è Venerdì?"
E come al solito, risponde sul campo a queste provocazioni: inizia come libero vecchio stile, il suo gol su cucchiaio è una piccola gemma da incastonare nella memoria, da vedere e rivedere. Pronto come sempre, col suo gran fiuto per gli affari, il presidente Blu Pat ha già reso disponibile su iTunes l'MP3 del gol di Sparaciari, che attualmente si trova in vetta alle classifiche, e anche i suoi compagni gli sono sempre a vicini, incoraggiandolo con cori di dubbia levatura: "Spara... Spara!!!"
La Squadra Blu deve per forza ripartire da questo pilastro imprescindibile per ricostruire il proprio gioco virtuoso.

8 e 1/2 a MARCO NEW VERSION
Sorprendente la maturazione calcistica di questo ragazzo, partito come l'Ibrahimovic di turno, colui che fa tutto da solo e non la passa mai, e oggi invece, statistiche alla mano, l'assist-man per eccellenza: è una qualità relativamente nuova che riscontriamo in lui - perché si sa, l'attaccante vero è egoista - che va ad accumularsi ad altre spaventosamente note come corsa, dribbling, grinta, guida in stato di ebbrezzasenso del gol e tiro letale - come non citare quel sinistro magistrale da posizione defilata che va ad infilarsi nel sette opposto, accarezzando la traversa?
Marco è talmente in giornata che addirittura riuscirà a mettere Er Franz solo davanti al portiere con pochi tocchi, salvo poi mangiarsi le mani e urlare frasi come "NON TE LA PASSO PIÙ!!!!" tutte le  volte che Franz sciuperà puntualmente ogni occasione. Ma, a parere di chi scrive, una frase del genere, da Marco, qualche partita fa sarebbe stata considerata fantascienza della peggior specie.
Abbiamo finito gli aggettivi, per lui!

8 e 1/2 a STEFANO "SCUSATE SE NON SONO IN FORMA" ESU
Avreste dovuto vederlo, quando prima della partitella è passato a casa mia. Sguardo mite, sorriso timido, mentre mi dice: "Scusa, France', è che sto un po' fuori forma, cioè, tanto giochiamo piano, no?"
Una saetta nel cielo, l'effetto di un salame lanciato nel corridoio, il mio gatto quando mi assalta i piedi mentre cerco di studiare. New entry quasi insperata, è lui che rende possibile questa partitella, dando il suo insperato assenso alla partecipazione nell'ora più buia, quando ormai avevamo chiesto anche a personaggi improbabili se volessero giocare con noi, ricevendo sempre risposte negative o risate sguaiate.
Alla prima partita dopo l'operazione al menisco, corre come un pazzo e imprime nelle menti dei Blu quello che probabilmente sarà il loro incubo per molte notti a venire: quella rasoiata a incrociare dalla sinistra, che molto contribuirà a rendere Stefano marcatore della giornata con ben otto gol all'attivo. Aggiungeteci una micidiale intesa con l'altro leader della Squadra Rossa, Marco, e avete un cocktail esplosivo sotto i vostri occhi.
Un talento cristallino che il Presidente Er Pat cercherà senza dubbio di strappare alla concorrenza, per le prossime partite!

8 a ROBOCOPEPPE
Altra new entry in campo con Squadra Rossa e Squadra Blu quest'oggi, Peppe prende le parti dei Rossi, e che affarone per loro è stato. "Gioco dietro", ci dice, e ai Rossi pare di aver trovato addirittura un degno sostituto di Matteo. Ma se la partita di Matteo è tutta cuore e sangue, il nostro Peppe si dimostra un perfetto gentleman inglese, o, se preferite, un robopoliziotto di un lontano futuro distopico. Non sbaglia mai la posizione, copre e va addirittura d'anticipo, e anche se è la prima volta che scende in campo, i suoi capiscono ben presto che dargli la palla equivale a metterla in cassaforte, buttare la cassaforte in mare, che poi prima che la cassaforte tocchi il fondo urta per sbaglio un sottomarino russo, che teme sia un attacco della marina statunitense e allora arma i missili, che però colpiscono invece la cassaforte, che allora vola via, esce dal mare e finisce direttamente tra i piedi di Marco o Stefano, che poi, puntualmente, fanno gol. Una sicurezza e una calma disarmante, nonché spalla ideale del capitano Marco. La coppia di difensori centrali più forte del San Francesco? Non ci sbilanciamo.
Va detto che a fine partita, al controllo antidoping, il medico della polisportiva rimarrà perplesso di fronte all'assenza di battito cardiaco del nostro Peppe.
"Non c'è niente che non va," spiega lui. "È che vado a fotoni..."

8 a MARCO "SE CI LASCI NON VALE" ROSATI
Sono in pochi a sapere che Marco è in realtà il fratello minore del polistrumentista e leader dei Jethro Tull Ian Anderson (non ci credete?? Allora guardate un po' questa foto qua...), ma sono ancora di meno quelli che sanno spiegarsi se questo personaggio sia reale o se non sia per caso uscito dalle copertine di un libro di Salgari. All'apparenza, un sorriso morbido e rassicurante. Di fatto, una roccia che nemmeno l'erosione millenaria riesce a scalfire. E stupidi noi, che avevamo pensato di dargli ascolto, quando ci diceva "No, grazie ragazzi, non serve che mi chiamiate per un'altra partitella", pensare di poter fare a meno del capitano della Squadra Rossa. E invece c'è stata la bella favola, un po' come il Manchester United con Paul Scholes.
E nel finale, quando su cross si eleva, stacca e mette a segno il suo sigillo nel match tramite la sua specialità, il colpo di testa, lo applaudono tutti, sia in campo che fuori (anche se vabbè, la panchina era composta per 2/3 da membri della sua famiglia).
Bentrovato!

7 e 1/2 a FRENGO ed EMMANUELE
Difficile dividere questi due assi dell'attacco blu, stavolta, anche per quanto riguarda delle semplici Paggielle. Del resto, a qualcuno di voi è mai venuto in mente di citare Stanlio e non Ollio? Lillo ma non Greg? Ric senza Gian? Con orgoglio rivendichiamo la nostra lungimiranza: noi delle PaGGielle siamo stati i primi ad elogiare la straordinaria intesa in campo tra Frengo ed Emmanuele, e adesso saremo i primi a incoraggiare una loro carriera sui palchi del cabaret. Si cercano continuamente, si passano sempre la palla, ma diciamo che "non sempre" si trovano, dando vita a siparietti geniali che i presenti ricorderanno per mesi e che finiranno presto su DVD grazie all'opera geniale del presidente Pat. Sono comunque la principale forza offensiva dei Blu, e anche senza Matteo, riescono a far girare palla con discreta facilità, sciupando molto meno rispetto all'ultima partita.
Per la prossima partitella, con il rientro di Matteo e forse qualche nuovo acquisto nella Squadra Blu, i Rossi sono avvisati!

7 e 1/2 a LUCA "IBRA È DA PALLONE D'ORO" BENVENUTI
Alla seconda presenza stagionale, è già una certezza per i suoi ed è sorprendente come sia subito diventato vero uomo-spogliatoio nel trainare i suoi e scuoterli ogni volta che ce n'è bisogno. Non si tira indietro quando c'è da vessare avversari ("ma che belle sisette che hai, Franz!" tastandolo mentre lo marca su un calcio d'angolo), né si perde in chiacchiere quando c'è da mettersi petto in fuori e ascia da guerra tra i denti. Ma che la sua partita sarebbe stata gagliarda lo si era intuìto sin dal princìpio, quando nel parcheggio del centro sportivo comincia ad apostrofare se ci ricordiamo come si giochi a "calcetto senza palla". Probabilmente è quello dei suoi che più di tutti cerca, assieme ad Emmanuele, di sopperire all'assenza di uno smistatore di palloni come Matteo, ma non disdegna puntatine d'attacco stile Mexes: suo il gol più artistico della partita, quando, prendendo spunto da un quadro cubista, in cui i punti di vista si alterano, carica un destro micidiale per poi far partire un tiro a cacarella che sorprende tutta la difesa rossa (e anche un po' Luca stesso) ed entra in rete.
Tanta qualità guadagnata per la Squadra Blu, che di questo passo non tarderà a vedere in campo i frutti delle proprie fatiche!

7 e 1/2 al PISQUO DISORIENTATO
"My Baby Left Me", cantavano i Creedence Clearwater Revival, e se lo canticchiavano malinconici anche i forti calciatori della Squadra Rossa. Ebbene sì, dopo il fortissimo Matteo, anche la Formica Atomica Pisquo cambia maglia, e passa ad indossare quella Blu. Ma i tifosi non temano, il cambio maglia in questo caso è solamente provvisorio, dovuto a equilibri (sulla carta) da mantenere in campo. Ma c'è da dire che Pisquo accusa, e non poco, il cambio maglia. Che una semplice maglietta debba essere aggiunta come nuova causa e sintomo della labirintite, un fastidioso disturbo dell'equilibrio? Come lui stesso confesserà nel dopo partita, specie nei calci d'angolo, la difficoltà a collegare che i tuoi compagni sono "quegli altri" non è poca.
Talmente abituato ad essere spalle alla porta dei Rossi, inoltre, che mette a segno un autogol spettacolare, quando in porta si gira ad acchiappare un tiro di Marco, che tocca la traversa e si schianta sulla fronte di Pisquo stesso, carambolando infine in rete.
E tutto per una semplice maglietta cambiata!

7+ a RICCY
Va detto: se c'è qualcuno che è costantemente migliorato di partita in partita, e in maniera esponenziale, quel qualcuno è proprio Andrea "riccetto": da una prima partita di studio di compagni e rivali a una seconda in cui aveva acquisito più sicurezza, adesso pare abbia tappato quelli che potevano essere i suoi timori da fungo primaticcio che si avventura in una cucina per essere messo in pentola. Sì, proprio così, oggi Riccy mette a segno una signora partita, completa di attacco, difesa e importanti parate. Trova particolar piacere sadico ad accanirsi in particolar modo su Er Franz (anche se vabbè, lì è un po' come sparare sulla croce rossa), ma è soprattutto con folli incursioni nel centrocampo rosso che sorprende tutti, compagni e avversari. Ci viene in mente quando qualche anno fa citammo "la Regola dell'Avvocato", uno strano fenomeno matematico che si verificò con Giacomo in campo. Questa regola prevedeva che a ogni partita Giacomo avrebbe giocato meglio della precedente, cosa che si è effettivamente verificata (la regola si resettava ogni volta che Giacomo saltava una partita, tra parentesi).
Che a oggi noi si possa enunciare anche "la Regola del Fisico"?
C'è solo un modo per saperlo: rimanere con noi anche Venerdì 23 Marzo!

5 e 1/2 a ER PAT
Sì, sì, ok, va bene, un Presidente come lui si prodiga molto col merchandising e il calciomercato, eppure manca qualcosa. Un Presidente dovrebbe anche stare vicino alla Squadra, giusto???

3 x 10 al NOSTRO TIFO
Ebbene sì!
Il clima primaverile non solo rende tutti più felici, ma rende anche gli spalti meno freddi e decisamente più accoglienti per eventuali tifosi che volessero assistere ai nostri agguerriti match: oggi raggiungiamo quindi il nostro picco stagionale di spettatori (3), con una panca addirittura quasi piena. In tre hanno per la verità confessato di avere infine un po' patito il freddo, ma le toste Patrizia, Giulia e Livia non si fermano di fronte a niente.
Addirittura, Giulia ogni tanto farà eruttare qualche incitamento a caso, quasi volendo accogliere l'eredità da ultrà di Liliana, ma dove davvero sorprenderà sarà nel segnare persino i marcatori del match (con relativo minutaggio) su foglio di taccuino.
La Curva Sud vi invidia: grazie!

MENZIONE SPECIALE per DANIELE L'INGEGNERE
"Ragazzi, ho deciso di fare sul serio! Finalmente allenamenti seri, corsa, fiato, tecnica e tiri di precisione. Visti i miei buoni propositi ed il tanto entusiasmo, mi son dato da fare, e così tra una doccia a Sofia, ed una nanna di Sofia, ed una pappa di Sofia, ed un giochino con Sofia, ed un fratellino/sorellina per Sofia, eccomi lì ad impegnarmi, lacrime, sangue e... e non mi becca un emissario del Paris Saint Germain in quel campetto di Morena che è deciso a portarmi in terra straniera?
Gli dico: ma io ho la partita venerdì! Lui è irremovibile e fissa un appuntamento per Sabato e Domenica con dei dirigenti di una rinomata località francese. Gli chiedo: posso portare pure la famiglia? Lui è inamovibile: DEVI portare tutta la famiglia, anche loro potranno divertirsi e noi li vogliamo conoscere."
C'è chi si limita a scriverti "Venerdì non posso", e chi no...

Testi di: Er Franz
Grafica di: Er Pisquo