In occasione del suo compleanno da poco trascorso, le PaGGielle di Er Franz hanno deciso di dedicare a questo portento della Squadra Blu uno Speciale in piena regola: approfondiremo l'uomo, l'atleta, il maschio, in ogni dimensione possibile, partendo da una dimensione biografica quantomai interessante.
I suoi primi anni di vita sono avvolti nel mistero. C'è chi dice che dopo la nascita si sia trasferito in Tibet per ricevere gli insegnamenti del Dalai Lama, e chi dice invece che non si sia mai mosso dal biliardino del bar di Pietralata: come spesso la Storia ci insegna, la verità sta nel mezzo.
Il buon Frengo viene alla luce in una bella giornata di sole, e le infermiere ancora si ricordano quanto fiato già avesse nei polmoni quel piccolo esserino nato di 6 kg, di cui 3 di soli muscoli. Nonostante quel forte pianto, l'ostetrico non ci cascò e ammonì Frengo per simulazione. Per una curiosa e alquanto bizzarra associazione di idee, questo portò Frengo a capire che ciò che voleva fare nella vita era diventare più bravo di Filippo Inzaghi.
Era comunque l'inizio di una lunga e promettente carriera, e i veri conoscitori di calcio lo capirono subito.
Anche Frengo capì subito che essendo un calciatore si rimorchiava mica male, come testimonia quest'immagine.
(La ragazza in questione viene censurata per motivi di privacy: non vuole che l'attuale compagno sappia che ha avuto una storia con Frengo)
All'età di 8 anni, dopo un'infanzia passata a saltare sui tetti e ad acchiappare donnole sulle rive dell'Aniene, viene costretto dalle forze congiunte del fruttivendolo del quartiere, dei parenti, e del servizio d'ordine del PCI, ad entrare nei boy-scout della Parrocchia di San Michele Arcangelo, il Roma 65. Un'esperienza che lo segnerà per sempre.
Alcuni critici hanno voluto interpretare questa meravigliosa coincidenza, di un gruppo Scout Agesci la cui uniforme è fondamentalmente Blu. Sembra invece più forzata la visione di chi crede che il fazzolettone del gruppo, blu a strisce "rosse", indicasse già da tempo una dicotomia che poi si trasferirà, anni dopo, sui Campi di calcetto, prevedendo l'acerrima rivalità tra Squadra Rossa e Squadra Blu: un simbolo, questo fazzolettone di Frengo, che per molti assumerà valori importanti, tanto da sostituire nelle stanze degli adolescenti il Simbolo della Pace e il Taijitu. C'è solo un piccolo problema: il fazzolettone del Roma 65 non è "rosso", bensì, stando ai critici, "arancione".Nonostante io sia daltonico e quindi non faccia testo, mi sentirei di sbilanciarmi in favore di questi ultimi critici, ma per correttezza dobbiamo riportare l'affascinante spiegazione di questo fenomeno che sostengono i supporter di questa teoria: sì, il normale fazzolettone del Roma 65 è Blu e Arancione, ma non quello di Frengo, che era invece, per motivi arcani, Blu e Rosso.
Interrogato a riguardo, il Capo Reparto dell'epoca ci dice: "Mah, io non c'ho mai fatto caso, veramente, però in effetti il suo fazzolettone era un po' diverso da quella volta che avevamo ridipinto la sede".
Non vogliamo certo addentrarci in delicati discorsi religiosi e di credenze popolari, ma è affascinante notare come già in giovane età il tenero Frengo già desse di che parlare.
A 11 anni, il capo del branco del Roma 65 lo butta fuori a calci, dicendogli che in quel campo non ha futuro. Lui, un pochino sconsolato ma mai senza la grinta (CHE GRINTA!) che lo renderà unico e inimitabile negli anni a venire, ribatte al capo branco che si sbaglia: "Vedrai, un giorno sarò anch'io Akela, vedrai!"
Il capobranco si fece grasse risate e rispose: "Tu Akela? Nemmeno se paghi il capogruppo!"
È storia che il capo branco ebbe poi ragione: Frengo diventò Bagheera.
A 13 anni capisce che l'Italia è un paese dalla mentalità troppo monogama per lui, e decide di cercare fortuna nel nuovo mondo, dove si cimenta in un'altra sua grande passione, quella per la musica.
Suona per lo più per le strade, da solo, per le strade di Chicago, New York, Cleveland, e quando è fortunato riesce persino ad esibirsi in qualche Night Club, dove però, a causa della sua verve, finisce spesso col fare a cazzotti con qualche cliente ubriaco.
Il suo pezzo forte è una versione jazzata di Hotel California degli Eagles che fonde con l'inno della Roma di Antonello Venditti, in un simpatico medley che stimolerebbe burrascosi conati di vomere anche nel più passivo dei ruminanti.
Gli storici credono si debba ritrovare qui la difficoltà nel tracciare i suoi spostamenti negli Stati Uniti d'America, dovendo il povero Frengo cambiare nome ogni volta che faceva a cazzotti da qualche parte, per evitare che la pessima pubblicità lo seguisse anche nei locali dove avrebbe suonato in futuro.
Si stenta a riconoscere Frengo in questo giovane suonatore di tromba.
Il mondo della musica lo appassiona, ma dove davvero il suo cuore palpita è nei verdi campi di calcio.
Il calcio storicamente non ha mai attecchito negli USA, ma è il 1994, è l'anno dei Mondiali di Calcio, e Frengo segue da vicino questo nuovo interesse degli statunitensi per uno sport tradizionalmente inglese.
Il 17 Luglio Frengo si trova a Pasadena, ad assistere alla finale tra Brasile e Italia. Non si sa come, si trova a bordocampo durante il riscaldamento degli azzurri, e in una gara di palleggi con Gianfranco Zola lo umilia, costringendo il CT Arrigo Sacchi a lasciare in panchina il forte bomber sardo, in grande stato di forma, per rischiare l'infortunato Roberto Baggio.
Secondo alcuni, esisterebbero foto di Frengo con una parrucca e un codino, a riprova del fatto che Arrigo Sacchi provò a camuffarlo appunto da Roberto Baggio per far giocare a quel giovane astro la finale con l'Italia, ma come ben sappiamo, alla fine giocò il Baggio vero, e noi abbiamo perso la finale.
Vabbè.
L'esperienza è comunque fondamentale per Frengo, che ritrova fiducia nei suoi mezzi e nella sua patria. Torna a casa con la sconsolata nazionale azzurra, e siede in aereo proprio a fianco del Divin Codino, che gli spiegherà qualche trucchetto su come tirare i rigori e tirare a porta vuota.
Il resto è arcinoto a tutti: Frengo fonda, assieme a Emmanuele, la Polisportiva Squadra Blu, e avvia un percorso inarrestabile, attraverso cui conoscerà i rischi dell'alcool - il successo dà alla testa, e sono molte le immagini di Frengo che balla sui tavoli alle feste di Briatore con le veline - ma anche il successo sportivo.
Vede e rivede mille volte le puntate di Holly e Benji, allenandosi a fare il Tiro della Tigre di Mark Lenders mangiando un sacco di Frosties: ben noto come tuttavia poi cederà questa tecnica speciale all'amico e compagno di bravate Daniele.
Riuscirà anche a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: rientrerà nel Roma 65, diventerà capo branco (anche se non Akela) e capo reparto, e a oggi non esiste lupetto o novizio che non ricordi con emozione i suoi ban trascinanti e i suoi giochi improvvisati.
I suoi amici preferiscono invece tralasciare le sue doti comunicative quando si tratta di rievocare il simpatico Mimotto, ma è indubbio che Frengo abbia anche un carisma fuori dal comune, memori i presenti delle Vacanze di Branco 2008 durante la foto di gruppo:
Frengo: "Fratellini, dite CHEEEEESE!"
Lupetti: "CHEEEEESE!"
Frengo: "Bene! Ora dite SPARAGANATFJDHVH!"
Lupetti (senza battere ciglio): "SPARAGANATFJDHVH!"
Frengo: "Fantastico! Ora dite JKYDFGKJHLAKUHJG!"
Lupetti: "JKYDFGKJHLAKUHJG!"
Frengo: "E se ve dico de buttarvi ar fiume che fate?!?"
*Splash*
Nel frattempo, la Polisportiva Blu cresce sempre più (aehaheh che licenza poetica signori), e addirittura avvia squadre di Tiro alla Fune e di Tamburello.
Arriviamo ai giorni nostri: Frengo è ormai un bomber affermato, convocato nella nazionale del Saint Michael 1938 e sempre più leader della Squadra Blu.
Si dice che per comprendere veramente la portata di un evento storico sia necessario far passare diversi anni. È valso per la Presa della Bastiglia, cosa volete che non valga per Frengo?
Ecco.
Secondo noi, no.
Ci vediamo domani, ore 21, solito campetto del San Francesco, per l'ennesima sfida di Squadra Blu contro Squadra Rossa, per un nuovo tassello nel percorso leggendario di Frengo!
Testi di: Er Franz
Grafica di: Pisquo




2 commenti:
AHAHA pochissimi riferimenti a rat man!!!
sistah
Troppo figo il Pisquo !!!
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